Epoché

Fare epoché

E' il termine greco che gli antichi filosofi neo-pirroniani o “veri scettici” (I e II secolo a.C.) e l' “accademia media” platonica (dal III secolo a.C. Al I secolo a.C.) usavano per indicare il dubbio, la sospensione del giudizio, caratteristica del loro atteggiamento: né accettare né rifiutare; né affermare né negare. Fare epoché quindi consiste nel sospendere il proprio assenso non ai fenomeni che sono di per sé innegabili ma al fatto che ai fenomeni, o a delle formulazioni di pensiero (come, ad esempio, la cosmologia stoica) corrisponda la vera realtà. Bisogna essere consapevoli che non possiamo che avere un giudizio soggettivo, quindi parziale e falsato. Per questo bisogna sospendere il giudizio, il che successivamente porta casualmente (in quanto i rapporti di causa-effetto sono criticati dagli scettici) all'imperturbabilità o ataraxia nell'ambito delle opinioni,

[...] Per quel che noi proviamo come uomini, vi diamo ragione. Ammettiamo di riconoscere il giorno e il fatto che noi viviamo. Oltre ai molti altri fenomeni della vita quotidiana. Ma per quel che riguarda le salde e sicure affermazioni dei dogmatici, che essi sostengono di avere definitivamente comprese, noi sospendiamo il giudizio perché per noi rimangono oscure e incerte, e ci limitiamo a conoscere solo ciò che noi proviamo e sentiamo. Ammettiamo di vedere e riconosciamo di avere questo determinato pensiero, ma come vediamo e come pensiamo noi non sappiamo affatto. [...]”.

Il termine fu poi ripreso in epoca contemporanea da Husserl, per il quale fare epoché voleva dire mettere tra parentesi tutto ciò che già si sa e che condiziona, con la sola sua presenza, le nostre attuali percezioni. Mettere in forse anche le nostre convinzioni.

Perché questo termine è importante per noi autobiografi? Quando ci troviamo a condurre un laboratorio di scrittura autobiografica, abbiamo dinnanzi a noi persone che attraverso le nostre proposte di scrittura donano al gruppo, se ne hanno intenzione, brani dei loro scritti. La loro vita anche quella con risvolti poco piacevoli viene messa in luce, portata a galla dalle letture. E' qui che sia il conduttore che gli altri partecipanti hanno l'obbligo di sospendere il giudizio sulle vite degli altri. Ogni esperienza esistenziale possiede il diritto di cittadinanza.

risorse

Appunti personali

Carlo Sini. I filosofi e le opere. Volume 1 L'età antica e il medioevo

Atlante illustrato di filosofia