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Haiku - memomù 2017

12 Maggio 2017

Circolo Sociale

Pinerolo

 

tavola rotonda sugli Haiku

 

 

 

 

 

 

 

 

cosa è un Haiku?

Un attimo di vita

che si fa verso

 

Fabrizio Virgili

 

 

 

 

bianche o rosse

su sponde di biliardo

rimbalza l'haiku

 

Pietro Tartamella

 

 

...che nome strano, ma che cos'è?

 

Memomù è l'acronimo di MEmoria MOmenti MUtazioni. Memoria come recupero della propria storia, per fare un po' d'ordine dentro di sé e capire il presente, per ritrovare emozioni perdute e sapere come si è diventati, chi dobbiamo ringraziare o dimenticare. Momenti perché li viviamo e compongono quella che noi chiamiamo vita. I ricordi di un avvenimento, di una emozione, le nostre esperienze che costituiscono il legame con noi stessi. Mutazioni perchè nessuno è uguale a se stesso, cambiamo tutti i giorni. Quello che leggiamo, quello che facciamo, le persone che incontriamo ci insegnano sempre qualcosa e quel qualcosa entra nella nostra esperienza trasformando il nostro rapporto con il mondo.

 

DEFINIZIONI DELL’HAIKU

TROVATE SUL WEB

 

Componimento poetico di origine giapponese di tre versi caratterizzati da cinque, sette e ancora cinque sillabe. È una poesia dai toni semplici che elimina i fronzoli lessicali e le congiunzioni e trae la sua forza dalle suggestioni della natura e le sue stagioni. Per l’estrema brevità richiede una grande sintesi di pensiero e d’immagine. Tradizionalmente l’ultimo verso è il cosiddetto riferimento stagionale o Kigo, cioè un accenno alla stagione che definisce il momento dell’anno in cui viene composta o al quale è dedicata. Soggetto dell’Haiku sono scene rapide ed intense che rappresentano, in genere, la natura e le emozioni che esse lasciano nell’animo dell’Haijin (il poeta). La mancanza di nessi evidenti tra i versi lascia spazio ad un vuoto ricco di suggestioni. Gli Haiku tradizionali non hanno alcun titolo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Haiku

L’Haiku è un componimento di tre versi di 5-7-5 sillabe, che sostituiscono i metri classici nella storia della poesia giapponese. Ogni Haiku contiene un Kigo, ossia una parola – fiore, frutto, festività o altro – che evoca la stagione che lo incornicia.

http://forum.igz.it/

È un tipo di poesia giapponese. Le sue caratteristiche sono: la sua struttura in 17 sillabe (5-7-5); il modo estremamente conciso in cui vengono espressi i concetti; il contenuto rivolto sempre alla natura, alla quotidianità e alla semplicità.

http://web.dsc.unibo.it/

Haiku forma poetica nata in Giappone a partire dal grande maestro Matsuo Basho (1644 – 1694). È una suggestione semplice e profonda, ha una struttura fissa di 5-7-5 sillabe (o corta–lunga–corta) all’interno della quale vengono eliminati i fronzoli come le congiunzioni e molti altri elementi che abbondano invece nella poesia a più strofe. L’Haiku è una poesia di cose non di idee. Fa riferimento attraverso il Kigo alle quattro stagioni: primavera, estate, autunno, inverno; nel quale si cristallizzano le emozioni sfumate che percorrono una stagione. Vengono quasi dipinti dei lievi tratti come la pittura impressionistica, i contorni non sono definiti ... ma, proprio per questo, lasciano lo spazio all’animo e alle sensazioni di passare più rapidamente dal verso, al cuore, ad una comunicazione interna ... che è libera, quasi come un lieve vento ... che fluisce dai versi appena accennati, alla nostra interpretazione ... che non è necessariamente mentale.

http://www.aurorablu.it/Haiku/Haiku.htm

L’Haiku è una classica poesia giapponese, formata di soli 4 o 6 versi, di cui i primi due o tre descrivono un dato visivo, uditivo, sensoriale, cioè una sensazione proveniente dall’ambiente e dalla natura circostante (per esempio: le foglie gialle di un albero; le stelle che brillano di notte). Gli altri due o tre versi esprimono invece i sentimenti che tale dato sensoriale provoca nell’animo del poeta.

http://www.dilloconunfiore.com/poesie/Haiku.htm

Haiku, componimento poetico giapponese che consta di diciassette sillabe distribuite in tre gruppi di cinque, sette e cinque sillabe. La forma Haiku è dunque una rigorosa interpretazione del soggetto pensante che, affidandosi alla rapidità del frammento – o alla frammentazione della rapidità espressiva – racchiude in un esiguo spazio di qualche immagine, una impressione, un sobbalzo del cuore, un’aritmia.

http://www.meditare.net/?q=Haiku

Haiku, componimento poetico in tre versi sciolti – rispettivamente di cinque, sette e cinque sillabe – tradizionale nella letteratura giapponese.

http://www.eldalie.com/Haiku/index.html

In giapponese si definisce Haiku una forma poetica di 17 sillabe, costituite da tre brevi strofe, rispettivamente di 5, 7 e 5 sillabe. Si tratta di una delle forme più importanti, e probabilmente più conosciute all’estero, di poesia tradizionale. La sua estrema concisione e la difficile scelta dei vocaboli per esprimere molto più di quello che si potrebbe dire in 17 semplici sillabe, lo rende misterioso ed affascinante al tempo stesso.

http://www.lifegate.it/essere/articolo.php?id_articolo=391

L’Haiku classico è composto da tre versi di 5, 7 e 5 sillabe. In totale 17 sillabe, che in giapponese includono anche la punteggiatura.

http://sviluppopersonale.modellidicomunicazione.com/Haiku_pa_100.htm

Haiku: breve componimento poetico tradizionale giapponese, che in lingua originale ha un ritmo di cinque, sette, cinque sillabe per un totale sillabico di diciassette, scritte in tre righe.

http://www.correnti.org/Tematiche/1_Concisione_Haiku.htm

 

oggetto poetico particolare

ha ormai travalicato i confini del giappone per appassionare persone da tutto il mondo

L’Haiku coglie ciò che è assopito, ciò che è coperto da un velo, ciò che è avvolto dalla nebbia della quotidianità, dalla banalità, dalla ripetizione, e lo risveglia

 

IN QUESTO LUOGO

IN QUESTO MOMENTO

 

Il poeta Matsuo Basho, per farci comprendere che cosa è l’Haiku, dice: «L’Haiku è semplicemente ciò che sta succedendo in questo luogo, in questo momento.».

Non dimentichiamo che l’Haiku è una poesia strettamente in relazione con la meditazione Zen. La percezione, il lampo di illuminazione dello Zen si riflettono nell’Haiku.

 

QUI E ORA

QUI E DOMANI?

Della vita di un uomo possiamo fermare un attimo, come se fosse una foto. Ma in realtà quell’attimo della vita di un uomo non è “statico” come la foto. È qualcosa di fermo sì, ma contemporaneamente contiene un movimento verso il futuro e un movimento che viene dal passato, come l’acqua che scorre in un fiume, come i pezzi di un’anguilla che tagliata continuano a muoversi anche dopo ore.

La vita dell’uomo possiamo concepirla come una retta in movimento, quindi il “qui e ora” non è statico. Dovremmo allora dire, forse, “qui e domani” in quanto ogni attimo della nostra vita è fatto di passato, presente e futuro “contemporaneamente”. Essere “qui e domani” vuol dire avere la percezione di queste tre dimensioni riunite in un unico attimo, ma nel contempo separate.

 

SVUOTAMENTO MENTALE

Per cogliere l’essenza dell’Haiku, e per poter cominciare a scriverne di belli, occorre essere capaci di realizzare uno svuotamento mentale.

Abbandonarsi, spogliarsi dei pensieri, delle idee, dei preconcetti. Saper guardare le cose per quello che realmente sono. “Sonomama” è la parola giapponese per indicare questo concetto.

Se non ci sono sovrastrutture mentali e ideologiche, se c’è fluidità e semplicità, se siamo in uno stato di “grazia”, che dallo svuotamento mentale deriva, se siamo davvero in “ascolto”, solo allora riusciamo a vedere le cose nella loro essenza. Questo stato di grazia produce intorno a noi un “grande silenzio”. Il vuoto mentale e fisico si dilatano. In quel vuoto e in quel silenzio straordinario la percezione profonda della realtà si staglia con tutta la sua nitidezza, producendo quella “esplosione di luce” che è il fine ultimo dell’Haiku.

Nel momento in cui l’Haiku viene “compreso” un intero poema si riversa su di noi. In quel preciso momento ci sentiamo permeati da una grande lucidità e una grande consapevolezza. Un grande senso di compassione ci avvolge.

 

UN VALORE NON SOLO LETTERARIO

Riteniamo che avvicinarsi all’Haiku, impegnarsi a comprenderlo, a capirne profondamente la struttura, il valore, l’approccio mentale che occorre avere per comporne di veramente belli, significa affrontare una sfida, cimentarsi in un gran lavoro di autodisciplina.

Soprattutto una palestra straordinaria per apprendere a separare l’essenziale dal superficiale, la concretezza dall’inutile e dal superfluo. Raggiungere la semplicità ed esplicitare la sostanza di una esperienza è ciò che caratterizza un Haiku. È un valore non solo letterario.

 

DEFINIZIONI SOCIO-POLITICHE DELL’HAIKU

L’Haiku è: un’attività umana; un gioco; una via verso la contemplazione; uno spazio di libertà della nostra mente; un loci collettivo; un terzo occhio; strumento e sfida per far assurgere le cose piccole e apparentemente insignificanti alla condizione di poesia e di bellezza; luogo di esplorazione e quindi di avventura; una pratica semplice di ritualità; uno strumento di condivisione.

L’Haiku non è: non è una definizione; non è un insegnamento morale; non è un pensiero filosofico; non è una immagine astratta; non è un gioco di parole; non è un gioco di rime; non è un aforisma; non è una massima; non è una sentenza; non è un proverbio; non è un pensiero; non è un’idea.

Scopo dell’Haiku non è quello di “stupire” con metafore bizzarre o ardite

Che cosa rifiuta generalmente l’Haiku: il giudicare; la pomposità; l’orpello; il compiacimento; l’autoreferenza; l’interlocuzione; l’enjambement; la personificazione; l’assonanza; l’allitterazione; la consonanza; la rima; il titolo; la metafora; la similitudine.

L’Haiku è

Un Haiku è tanto più bello quanto più è semplice e pulito. Intendendo per “pulito” anche il fatto di non avere particelle grammaticali al fondo dei singoli versi (articoli, preposizioni, congiunzioni, …) - L’Haiku è concentrazione - L’Haiku è un vero e proprio poema racchiuso in 17 sillabe - L’Haiku è un poema lirico - L’Haiku è pura concretezza - L’Haiku è una poesia di “cose”, di “fatti”. È nuda realtà, semplice realtà - L’Haiku non è un mezzo, ma il fine. Non fa parte del poema, è il poema - L’Haiku fotografa nella sua semplicità ed essenzialità un particolare realmente vissuto, visto, osservato, della nostra vita, della natura, di una esperienza.

 

KIGO

Quando oggi si sostiene che nell’Haiku il valore del Kigo è quello di educare al rispetto della natura, diciamo una bugia. Asserviamo ad una necessità nostra di oggi, ad un fenomeno tipicamente moderno, ad una ideologia, un qualcosa che non apparteneva all’Haiku originale. Nel 1600, ai tempi di Matsuo Basho, e nel Giappone, non esisteva il problema dell’inquinamento. Di conseguenza il Kigo non poteva avere la finalità di educare al rispetto della natura.

Il concetto importante nell’Haiku è il “qui” e “ora”. Lo spazio e il tempo. Solo se di queste due dimensioni abbiamo percezione profonda, possiamo provare l’esperienza della “consapevolezza”.

Nell’Haiku classico, e nelle intenzioni dei grandi maestri, ci sembra di capire che la funzione del Kigo fosse quella non del rispetto della natura, ma di immergere il poeta in una dimensione consapevole del tempo “ora” e dello spazio “qui” in cui quel tempo si manifesta.

Le regole classiche della poesia Haiku impongono che all’interno delle 17 sillabe vi sia inserita una “informazione” che faccia riferimento a una stagione. Può essere un frutto, una festa, una ricorrenza, un qualcosa che ricordi, evochi, si riferisca a una stagione (castagna, grano, papavero, farfalla, lucciola, neve, carnevale, melograno in fiore, foglie cadute, …)

In mancanza della stagione o del Piccolo Kigo, l’Haiku si chiamerà Senryu, così come si chiamerà Haikai se è un Haiku comico o demenziale.

Matsuo Basho dice che un Haiku «coglie nella sua essenza ciò che semplicemente accade qui e ora».

Gli elementi importanti sono dunque il “qui” e “ora”. Dunque un “luogo” e un “tempo”. Devono essere contenute entrambe queste informazioni. Sono infatti queste due informazioni, precise e circostanziate, di luogo e di tempo, che vestono l’Haiku di concretezza.

 

PICCOLO KIGO

Abbiamo visto che “Kigo” vuol dire “stagione”. Nell’Haiku classico il Kigo è obbligatorio.

Abbiamo anche visto che la regola del Kigo mira a ricordare al poeta che il suo componimento deve riferirsi ad una realtà concreta, al “qui” e “ora”.

Il Kigo è circolare. Le stagioni infatti si susseguono ricominciando sempre da capo all’infinito. Esse contengono l’idea del “Sabi”, del “Wabi”, dell’“Aware”, dello “Yugen”. Le stagioni contengono una idea lirica.

Cascina Macondo chiama semplicemente Piccolo Kigo un qualcosa che si riferisce al “giorno”. Intravediamo infatti una plausibile somiglianza tra lo scorrere dei giorni e lo scorrere delle stagioni. Anche i giorni, nelle loro singole parti, si susseguono e ricominciano sempre da capo, all’infinito, con moto circolare, come le stagioni appunto. Ma la loro durata è più effimera (aurora, alba, mattino, mezzogiorno, pomeriggio, tramonto, imbrunire, sera, notte, aurora, alba, …).

 

Basho «Non seguire le orme degli antichi, ma quello che essi cercarono.».

Lo stesso Matsuo Basho più volte ha ribadito il concetto che l’Haiku si riferisce al “qui” e “ora”. Allo “spazio” e al “tempo presente”. Ma forse il concetto di spazio e tempo vanno intesi in maniera più complessa, come in effetti sono queste due entità. Forse siamo di fronte ad un Haiku quando abbiamo una percezione di “spazio” soltanto (distanza, lontananza, vicinanza, percorso, cammino, salita, discesa, ...). E siamo forse di fronte ad un Haiku quando abbiamo una percezione soltanto di “tempo” (che scorre, che si ferma, che si accorcia, che si allunga, che è parte del giorno, che è stagione, che è era geologica, anno, mese, giorno, minuto, attimo, ...).

 

 

 

 

Matsuo Bashō

 

Ruscello:

scala la mia gamba

un piccolo granchio

 

sazaregani

ashi hainoboru

shimizu kana

 

 

さざれ蟹 

足はひのぼる 

清水哉

 

 

 

 

 

Qui

Raggiungono il mio occhio

Solo cose fresche

 

 

Kono atari

Me ni miyuru mono ha

Mina suzushi

 

このあたり目に見ゆるものは皆涼し

 

 

Piogge di primo inverno:

anche la scimmia vuole

un mantelletto di paglia

hatsushigure

saru mo komino wo

hoshige nari

初時雨猿も小蓑を欲しげなり

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