Tredici Laghi - 21 agosto 2018

Lui

Parto di buon'ora per incontrare lui, per sentire di nuovo quell’ebbrezza fisica che ti libera da tutto quello che è il mondo che vivo quotidianamente. Lui non sa di esistere, le sue sembianze sono volubili, una volta qui ed un’altra in un altro posto e momento. Lui viaggia dentro un mondo diverso, difforme e dissimile da qualsiasi altra presenza possiate immaginare. Sembra un portale, un luogo di passaggio da una dimensione ad un’altra, si cambia radicalmente stato e tutto il brusio e la confusione dei pensieri e dei rumori della civiltà assumono consistenza dell’aria. All’improvviso si manifesta, in tutto il suo silenzio. Perché una cosa l’ho capita...è silenzioso! Come se volesse prenderti alla sprovvista, farti una sorpresa ed in questo ve lo giuro è davvero bravo. Chissà in quale scuola ha imparato a non essere.

A volte sento parlare della noia della montagna, ma quella noia che tanto ti urta dalla quale vorresti scappare, come si scappa da un nemico, per me è poesia. Rime e parole che salgono a galla come bolle spinte con forza dal ventre della terra per rimediare qualche ferita dell’anima non ancora rimarginata dalla quale sgorgano solo domande senza risposta. Rimangono lì, silenti e modeste in attesa che qualcosa succeda.

Lui non conoscendosi, non avendo di sé nessuna notizia, non può essere a conoscenza del suo nome. Mai gli è stata rivolta la parola, vive nascosto in qualche posto remoto senza luce senza aria. Si vive e basta. Lo senti arrivare ti tocca e poi svanisce. Vorresti tenerlo con te per più tempo, farci un po’ di confidenza ma forse sarebbe troppo, potrebbe addirittura essere pericoloso. Un nome però, come le bolle di prima, è spuntato mentre mi addentravo nella montagna. Si chiama punto di distacco, oltre lui tutto quello che eri non ha più senso.

21 agosto 2018 - scritto ai 13 laghi della Val Germanasca