MeMoMù n.2

MeMoMù n.2

Con il secondo numero della rivista, continua l’avventura di memomù, e con essa alcune collaborazioni, delle quali ovviamente non si può rivelare nulla e che stimoleranno, con le loro riflessioni, il dibattito e il filrouge di queste poche pagine. L’obiettivo è quello di creare una staff e una community in grado di supportare e esplicitare le sfide che nel campo della narrazione e dell’educazione, ci verranno poste. Domande nuove cercano strade nuove. Per “vedere” il futuro non si possono usare schemi mentali e paradigmi non più centrali e ormai sbiaditi..

Perché scriviamo di noi e perché ci viene consigliato? Le risposte con piccoli box, molto riassuntivi, che ci aiuteranno a conoscere meglio la scrittura di sé.

Conoscersi. La scrittura di sè permette di conoscersi a fondo, di essere consapevoli della nostra unicità in quanto individui ma, allo stesso tempo, dal momento che ci si avvicina maggiormente agli altri, di riconoscere anche gli aspetti della vita che accomunano tutte le persone. Ricostruire la vita passata, reinterpretandone gli episodi più salienti, permette di capire meglio il presente e di sapere chi siamo realmente.

Stare meglio. Scrivere la propria autobiografia permette di superare i momenti difficili e convivere con le difficoltà della vita: per un attimo ci fermiamo, mettiamo in ordine i nostri pensieri e facciamo pace con noi stessi, accettando di convivere con i nostri tanti volti. Ripercorrere gli eventi più importanti della nostra vita, anche quelli dolorosi, ci consente di accettarli per poi volgersi pienamente al presente e addirittura (ri)progettare il nostro futuro.

Curarsi. Significa dedicarsi uno spazio e un tempo per entrare in modo nuovo nella propria situazione esistenziale, per curare le antiche ferite, per avvicinarsi ad alcuni nodi dolorosi e oscuri, per scoprire che possono sciogliersi e aprirsi a nuove interpretazioni, a nuovi significati. La scrittura ci permette di affrontare alcuni disagi esistenziali ma genera anche amore di sé e quindi amore per l’altro: genera cura.

Progettare. L’autobiografia costituisce una base solida sulla quale progettare e costruire il proprio futuro. Rimembrare le nostre esperienze marcatrici consente meglio conoscerci ed anche di chiarire le linee rilevanti del nostro progetto di vita: saremo così più sicuri al momento di prendere delle decisioni per il nostro futuro, sia a livello personale che professionale.

Scoprire La redazione dell’autobiografia può farci scoprire o riscoprire la passione per la scrittura ed in particolare della scrittura di sé, specialmente in occasione di eventi che ci toccano in modo particolare. Si intraprende un grande viaggio dentro se stessi che si sviluppa lungo un percorso non immaginabile a priori: è un’occasione di stupore, di sorpresa e di apertura al mondo.

Rimembrare e ricordare È possibile fare luce sui momenti più importanti dell’esistenza e scoprire il filo che tiene uniti i frammenti della propria vita. Si ricompongono gli episodi e le esperienze, collegandole a sé, recuperandone i frammenti e riscoprendo le diverse parti di sé. La scrittura dell’autobiografia amplifica la capacità di ricordare e di fermare i momenti della vita, impedendo così che si possano dissolvere nell’oblio. I propri pensieri diventano una traccia di sé che rimarrà visibile anche dopo di noi, una volta conclusa l’esistenza terrena.

Viaggiare insieme L’autobiografia e i ricordi diventano dei compagni di viaggio (viaggio dentro di sé) che ci seguono in un percorso di scrittura e di cambiamento, ma questo percorso lo affronteremo insieme: “La mia esperienza così come le competenze acquisite nel corso della mia formazione mi permetteranno di comprendere le tue difficoltà e di accompagnarvi lungo questo cammino.

Comunicare e condividere L’autobiografia ci fa (ri)scoprire la scrittura in quanto canale preferenziale di comunicazione e, allo stesso tempo, essere consapevoli di un nuovo modo di entrare in relazione con se stessi e con gli altri.

«In un’epoca come la nostra, che non è dedita alla scrittura di lettere, dimentichiamo quanto esse siano state importanti nella vita della gente»
Anatole Broyard

Un libro che si legge con molto semplicità, nonostante l’argomento sia importante e ricco di suggestioni.
Le lettere hanno il potere di donarci una vita più grande. Rivelano la motivazione e approfondiscono la comprensione. Sono elementi probatori. Cambiano l’esistenza umana e plasmano la storia. Una volta, il mondo ruotava intorno alla loro trasmissione; erano il lubrificante delle interazioni umane e la caduta libera delle idee, il tramite silenzioso di ciò che era importante e accessorio.
Indicavano l’ora a cui ci saremmo presentati a cena, contenevano
il resoconto di una giornata meravigliosa, descrivevano le gioie e le sofferenze più intense dell’amore. Doveva sembrare impossibile che un giorno il loro valore sarebbe stato dato per scontato o messo da parte. Un mondo senza lettere sarebbe sicuramente stato un
mondo senza ossigeno.