L’unico comandamento al quale ho mai obbedito, guardare i gigli
Introduzione redazionale
C’è un silenzio che profuma di terra e di luce, e in quel silenzio Emily Dickinson trovava la sua voce. Tra i petali dei gigli, nei sentieri del suo giardino, la poetessa coltivava non solo fiori, ma parole. Ogni bocciolo era un verso, ogni foglia un pensiero che germogliava dal cuore.
In questo laboratorio autobiografico — ispirato a “Emily Dickinson e i suoi giardini” di Marta McDowell — ci lasceremo guidare da quella stessa attenzione gentile: guardare, ascoltare, nominare ciò che cresce dentro e intorno a noi. La scrittura diventa così un giardino personale, un luogo dove prendersi cura di sé attraverso il linguaggio, i ricordi e la meraviglia delle piccole cose.
Obiettivi del laboratorio
- Esplorare il legame tra natura, introspezione e scrittura autobiografica.
- Scoprire come i gesti quotidiani di cura (piantare, annaffiare, osservare) possano diventare metafore di crescita interiore.
- Coltivare uno sguardo poetico sul mondo naturale e sulla propria esperienza.
- Creare testi che intrecciano autobiografia, osservazione e immaginazione.
Stimoli e riflessioni iniziali
- Qual è il tuo “giardino interiore”? Quali fiori, ricordi o emozioni lo abitano?
- C’è una pianta o un fiore che ti rappresenta? Perché?
- In quali momenti della tua vita ti sei sentito/a fiorire o appassire?
- Cosa significa per te “guardare i gigli”, ossia fermarti davvero a osservare, con presenza e gratitudine?
Attività pratiche
- Erbario personale: raccogli parole come fossero petali: aggettivi, sensazioni, nomi di fiori o stagioni che ti somigliano.
- Lettera al giardino: scrivi al tuo giardino interiore, ringraziandolo o chiedendogli ciò di cui hai bisogno per crescere.
- Poesia in fiore: scegli un fiore (reale o immaginato) e lascia che parli per te. Cosa direbbe della tua storia, delle tue radici, del tuo desiderio di luce?
- Dialogo con Emily: immagina di sederti accanto a Emily Dickinson nel suo giardino. Cosa le racconteresti? Cosa ti insegnerebbe lei sul silenzio, sull’attesa, sull’amore per le piccole cose?
Esito del laboratorio
“L’unico comandamento al quale ho mai obbedito, guardare i gigli” è un percorso di scrittura che unisce autobiografia e poesia, vita e natura, sguardo e parola.
Ogni partecipante coltiverà il proprio piccolo giardino di testi, dove memoria e sentimento fioriscono insieme.
Come Emily, impareremo che guardare davvero — un fiore, un ricordo, un frammento di sé — è già un atto creativo e spirituale.
E che forse la scrittura non è altro che questo: un modo di chinarsi sul mondo con tenerezza, per lasciarlo parlare.
Nota finale
📖 Durata del laboratorio: 6 incontri
🌕 Obiettivo: esplorare la propria storia attraverso gli scritti di Emily
👥 A chi è rivolto: chi desidera usare la scrittura come strumento di consapevolezza e trasformazione narrativa