Cose su mio figlio

Cose su mio figlio

Cose su mio figlio

Sai, c’è una cosa che mi gira da sempre dentro me. Mio figlio, questo personaggio meraviglioso che sento parte di me, dei miei pensieri, delle mie azioni, di tutto ciò che faccio, sempre lì, sempre che spunta da qualche parte. Tranquillo, sereno.

Però, un però c’è sempre. Un brivido di sospiro mi dice e, lo sento anche nel corpo che non mi appartiene. Non è neanche un pensiero, è qualcosa di più profondo, come una verità che c’è e basta. Si posiziona in quell’angolo e si fa notare ogni volta che tento di cambiare direzione. E allora mi fermo e lo osservo. Gli parlo, verifico come si comporta e sento cosa succede in me. Tranquillo, sereno.

Ciò che sento molto potente, e che mi appartiene in toto, è la relazione con lui, quella si è tutta mia, e nessuno può metterla in discussione. Nessuna persona si può mettere in mezzo a questa storia. La mia certezza? che per lui, sono un passaggio, un canale, uno strumento d’apprendimento evoluzionario. Ed è giusto così. Ci sono, ci sono sempre stato per lui, anche quando non ci vediamo molto e, come lui sa, ci sarò sempre. 
È strano da dire, ma la vita è così: cammini insieme per un pezzo, ti tieni per mano quando c’è buio, lo guardi mentre impara a stare in piedi da solo… e poi, a un certo punto, devi lasciarlo andare. Non perché non mi importi, ma perché mi importa troppo per trattenerlo. E ogni volta che mi è capitato, ed è successo, di stringere, sento che qualcosa si rompeva. Non so in lui, ma sicuramente in me. Quando invece riesco ad aprire le mani, cambia tutto. Quella cosa lì, riprende a scorrere. Sia per me che per lui. 
Bella da vedere, ma a volte difficile da maneggiare. 

È notte fonda e sono in preda alla tensione, c’è corrente dentro me. I miei pensieri si fanno sempre più caotici, girano, fanno giravolte ma ad un certo punto tutto si ferma e spunta un leggero sorriso. Fuori tutto tace, è buio, ed io non so dove mettere tutto questo. Non so da dove arrivi tutto questo, sicuramente non dai libri, l’ho capito vivendo. Sbagliando. Guardando cosa succedeva quando reagivo anziché rispondere. Quante volte ho scambiato la paura per cura, il controllo per protezione, il bisogno per amore.

Alla fine, l’amore adulto mi sembra più un respiro che una presa. Va e viene. Non si accumula, non trattiene.
E la vita, va avanti lo stesso. Con o senza il mio permesso. Meraviglia.