Cose su mio figlio

Cose su mio figlio

Cose su mio figlio

Sai, c’è una cosa che mi gira dentro da un po’. Mio figlio…lo sento proprio nel corpo che non mi appartiene. Non è neanche un pensiero, è qualcosa di più profondo, come una verità che c’è e basta. Quello che però mi appartiene è la relazione con lui, quella si è tutta mia, e nessunə può metterla in discussione. Mi accorgo che, per lui, sono, anche, un passaggio, un canale. Ed è giusto così. Ci sono, ci sono sempre stato per lui, anche quando magari non ci vediamo molto e, come lui sa, ci sarò sempre. 

È strano da dire, ma la vita è così: cammini insieme per un pezzo, ti tieni per mano quando c’è buio, lo guardi mentre impara a stare in piedi da solo… e poi, a un certo punto, devi lasciarlo andare. Non perché non mi importi, ma perché mi importa troppo per trattenerlo. E ogni volta che mi è capitato, ed è successo, di stringere, sento che qualcosa si rompeva. Non so in lui, ma sicuramente in me. Quando invece riesco ad aprire le mani, cambia tutto. Quella cosa lì, riprende a scorrere. Sia per me che per lui. 

Bella da vedere, ma a volte difficile da maneggiare. 

È notte fonda e sono in preda alla tensione, c’è corrente dentro me. Fuori tutto tace, è buio, ed io non so dove mettere tutto questo. 

Non so da dove arrivi tutto questo, sicuramente non dai libri, l’ho capito vivendo. Sbagliando. Guardando cosa succedeva quando reagivo anziché rispondere. Quante volte ho scambiato la paura per cura, il controllo per protezione, il bisogno per amore.

Alla fine, l’amore adulto mi sembra più un respiro che una presa. Va e viene. Non si accumula, non trattiene.

E la vita, va avanti lo stesso. Con o senza il mio permesso.