Io e Alice
Cosa succede quando ci inoltriamo in un mondo dove tutto sembra possibile, dove il reale si intreccia con l’assurdo, e la logica si piega alle regole della fantasia?
C’è un silenzio che profuma di terra e di luce, e in quel silenzio Emily Dickinson trovava la sua voce. Tra i petali dei gigli, nei sentieri del suo giardino, la poetessa coltivava non solo fiori, ma parole. Ogni bocciolo era un verso, ogni foglia un pensiero che germogliava dal cuore.
In questo laboratorio autobiografico — ispirato a “Emily Dickinson e i suoi giardini” di Marta McDowell — ci lasceremo guidare da quella stessa attenzione gentile: guardare, ascoltare, nominare ciò che cresce dentro e intorno a noi. La scrittura diventa così un giardino personale, un luogo dove prendersi cura di sé attraverso il linguaggio, i ricordi e la meraviglia delle piccole cose.
Obiettivi del laboratorio
Stimoli e riflessioni iniziali
Attività pratiche
Esito del laboratorio
“L’unico comandamento al quale ho mai obbedito, guardare i gigli” è un percorso di scrittura che unisce autobiografia e poesia, vita e natura, sguardo e parola.
Ogni partecipante coltiverà il proprio piccolo giardino di testi, dove memoria e sentimento fioriscono insieme.
Come Emily, impareremo che guardare davvero — un fiore, un ricordo, un frammento di sé — è già un atto creativo e spirituale.
E che forse la scrittura non è altro che questo: un modo di chinarsi sul mondo con tenerezza, per lasciarlo parlare.
📖 Durata del laboratorio: 6 incontri
🌕 Obiettivo: esplorare la propria storia attraverso gli scritti di Emily
👥 A chi è rivolto: chi desidera usare la scrittura come strumento di consapevolezza e trasformazione narrativa
C’è un tempo in cui le parole hanno bisogno di prendere il volo, e allora ci affidiamo ai simboli, alle immagini, agli archetipi. Le carte dei Tarocchi — con i loro volti misteriosi, le figure sospese tra luce e ombra — diventano specchi attraverso cui guardare la nostra storia.
“Arcani e narrazione” è un laboratorio di scrittura autobiografica che invita a esplorare la vita attraverso la lente simbolica dei Tarocchi, non come strumenti divinatori, ma come mappe interiori. Ogni carta rappresenta un passaggio, un archetipo, una voce che parla del nostro cammino.
Scrivere accanto agli Arcani significa dare parola a ciò che di solito tace: desideri, paure, metamorfosi. La narrazione diventa rito e conoscenza, un modo poetico per leggere se stessi tra le righe del destino.
Stimoli e riflessioni iniziali
Attività pratiche
Esito del laboratorio
Alla fine del percorso, ogni partecipante porterà con sé un mazzo narrativo personale, fatto di testi e intuizioni, un alfabeto poetico per leggere la propria vita in modo nuovo.
“Arcani e narrazione” è un invito a scoprire il potere simbolico della parola: a trasformare il caso in racconto, il mistero in consapevolezza, la carta in specchio.
Perché, come scriveva Jung, «gli archetipi sono ponti tra il visibile e l’invisibile», e la scrittura è il passo che ci permette di attraversarli.
📖 Durata del laboratorio: 6 incontri
🃏 Strumenti: mazzo dei Tarocchi
🌕 Obiettivo: esplorare la propria storia attraverso archetipi e immagini simboliche
👥 A chi è rivolto: chi desidera usare la scrittura come strumento di consapevolezza e trasformazione narrativa
✍️ Non è richiesta conoscenza dei tarocchi — solo curiosità e apertura alle immagini interiori
Questa mattina nel svegliarmi ho pensato a scrivere a voi.
Storia un po’ pasquale, ma anche appena maldestra
E’ una mano fredda che si avvicina e che ti tocca prima lentamente, poi piano piano quando tu meno te lo aspetti, perché nel frattempo i tuoi pensieri erano rivolti altrove, ti stringe e vorrebbe non lasciarti più. Gli piace fare così, nutrirsi delle tue paure, dei tuoi ragionamenti inutili, di tutto quel mormorio che gira nella tua testa in modo vorticoso, senza fermarsi e soprattutto senza controllo, senza direzione, sbattendo qui e la, cercando di lacerare la bellezza che sai di possedere. Ti ricordi quella volta dell’incidente? Anche li c’era lei. E di quell’altra volta quando hai pronunciato quella parola che ha cambiato il corso della tua vita? la sua presenza era costante ormai da un po’ di giorni, ma te ne sei accorto solo dopo. Come sempre. L’hai sentita così tante volte che quasi ti manca, ma non sempre le storie finiscono male, perché hai imparato ad essere più caldo, a prevenire quella mano, che in fondo ti piace e ti fa sentire bene, così dici tu. Per giustificarti. Cerchi di toglierle i viveri, ma lei è anoressica e le fa solo piacere. E allora, cosa rimane da fare? Sai che faccio? Provo a descriverla come posso, descrivendo i suoi caratteri principali, com’è fatta, come cammina, cosa potrebbe pensare e alla fine, con mio grandissimo stupore, appare bellissima. Una mano fredda da amare. E lei, senza darmi il tempo per ascoltarla, per comprendere meglio, si scalda e diventa amore. Ed io ne rinasco.
Buona rinascita a tuttə